giovedì 17 settembre 2015
ODIO Il commercio dei pensieri, gli spot presaingiro, la televisione dei cretini, la brama di denaro ottenuto con mezzi illeciti, i prepotenti, i truffatori che siedono sulle poltrone di comando, i venduti, i venduti , i parassiti, gli ipocriti, i mantenuti da conduttrici televisive furfanti e truffatrici che mentono per ingraziarsi il pubblico credulone, l'incapacità di indignarsi, la connivenza silenziosa con questa società e questo mondo maleodoranti! Odio il pressapochismo e il lassismo. Amo spudoratamente ciò che mi somiglia, forse perché, molti dicono, per fortuna, è difficilissimo da trovare... Soffro sempre di più l'essere Italiana RITA BELLACOSA
lunedì 22 ottobre 2012
IL MIO IMPEGNO UMANITARIO
DI RITA BELLACOSA
Svolgo attività benefiche e lo dichiaro. Qualcuno potrebbe individuare una narcisistica ricerca di protagonismo in chi, come me, impegnandosi nel volontariato ed occupandosi di cause umanitarie e sociali, rilasci interviste ai giornali e scriva sugli stessi. In verità, mostrarsi in prima persona è fondamentale per chi voglia fare del bene. Evitare di farsi conoscere, al contrario, è sbagliato. Promuoversi non è un optional: è un dovere. Perché amplifica il risultato, permette una grande ricaduta positiva, aumenta la consapevolezza nelle proprie forze, attira nuovi volontari e utenti, richiama benefattori.
Far fruttare il lavoro degli addetti, il sacrificio dei volontari, gli sforzi degli utenti, è un preciso dovere di chi, come me, lavora per il bene degli altri .
TUTTI I DIRITTI RISERVATI. RITA BELLACOSA 2012
Per tutte le questioni relative a interviste, diritti, opzioni e altro, contattate la Segreteria di Rita Bellacosa al seguente indirizzo: segreteria.ritabellacosa@gmail.com
sabato 8 maggio 2010
RITA BELLACOSA : IL MIO MESTIERE DI SCRITTRICE
RITA BELLACOSA : IL MIO MESTIERE DI SCRITTRICE
Rita Bellacosa nasce a Roma . Sin da piccola dimostra una personalità brillante e vivace ed un notevole attaccamento allo studio. Indicata come dotata di straordinario talento, compie con successo gli studi liceali classici e giovanissima si laurea a pieni voti, in tre anni e una sessione, in Lettere Classiche ed archeologia. Ventenne entra in contatto con gli ambienti intellettuali del cinema quando il maestro Federico Fellini la ferma incontrandola per caso e, colpito dalla sua bellezza e poi dalla verve, decide di assegnarle un ruolo nel suo ultimo film. Ma Rita non si ferma al cinema, pur eleggendolo a suo grande amore. Inizia una doppia attività, quella di conferenziera esperta in lingua latina e greca e quella di archeologa. Quest’ultima la porta a compiere ricerche in Grecia Egitto e Turchia. La Nostra si dedica in particolare al culto antico e riesce a dimostrare, Lei prima in assoluto, che il culto della Dea Artemide si praticava nella Magna Graecia sin dal lontano VI secolo a C e lo scopre esaminando brandelli di frammenti del poeta greco Bacchilide vissuto proprio nel VI secolo, il che Le vale una menzione nelle Enciclopedie e notevole credito sociale negli ambiti colti. Nasce il Saggio ‘ARTEMIDE’ ( 2003) che attira l’attenzione di esponenti di circoli intellettuali francesi che cominciano a corteggiarne la presenza in terra d’oltralpe. Così la Nostra si ritrova in Francia dove, accanto ad un’intensa quanto gratificante frequentazione degli ambienti raffinati dell’intellighenzia parigina, alterna studi d’Arte alla prestigiosa Sorbonne. Ritorna in Patria per ricoprire il ruolo di conferenziera ed esperta nella lingua latina e greca e produce manuali di grammatica greca, ‘Γράμματα’ e latina ‘ACCIPE!’. Sono anni di accumulazione di titoli culturali e riconoscimenti professionali. Nel 2005 diventa bersaglio dei media internazionali a causa delle sue frequentazioni in ambito cinematografico e decide di raccontarsi nell’autobiografia ‘ La mia vita’ ( 2006). Successivamente pubblica il romanzo ‘LE INUTILI APPARENZE’ (2009) in cui investiga sulle dinamiche del successo e il consenso del pubblico diventa tale da indurne la diffusione, l’anno seguente, in francese e inglese . Nella lingua di Parigi scrive ‘AMÉLIE’( 2010), storia di una donna alla ricerca di se stessa. Segue il Saggio sul culto antico ‘ TEMPLA. Passeggiate spirituali pompeiane’ (2010). Rita detiene rubriche fisse su giornali italiani e stranieri. La sua anima generosa si esplica in un instancabile attivismo nelle Cause Umanitarie e da anni si batte a favore del Darfur. Della vita privata di Rita si sa poco, tranne la intuibile girandola di ammiratori che per bellezza ed intelligenza indubbiamente Lei merita.
Rita Bellacosa nasce a Roma . Sin da piccola dimostra una personalità brillante e vivace ed un notevole attaccamento allo studio. Indicata come dotata di straordinario talento, compie con successo gli studi liceali classici e giovanissima si laurea a pieni voti, in tre anni e una sessione, in Lettere Classiche ed archeologia. Ventenne entra in contatto con gli ambienti intellettuali del cinema quando il maestro Federico Fellini la ferma incontrandola per caso e, colpito dalla sua bellezza e poi dalla verve, decide di assegnarle un ruolo nel suo ultimo film. Ma Rita non si ferma al cinema, pur eleggendolo a suo grande amore. Inizia una doppia attività, quella di conferenziera esperta in lingua latina e greca e quella di archeologa. Quest’ultima la porta a compiere ricerche in Grecia Egitto e Turchia. La Nostra si dedica in particolare al culto antico e riesce a dimostrare, Lei prima in assoluto, che il culto della Dea Artemide si praticava nella Magna Graecia sin dal lontano VI secolo a C e lo scopre esaminando brandelli di frammenti del poeta greco Bacchilide vissuto proprio nel VI secolo, il che Le vale una menzione nelle Enciclopedie e notevole credito sociale negli ambiti colti. Nasce il Saggio ‘ARTEMIDE’ ( 2003) che attira l’attenzione di esponenti di circoli intellettuali francesi che cominciano a corteggiarne la presenza in terra d’oltralpe. Così la Nostra si ritrova in Francia dove, accanto ad un’intensa quanto gratificante frequentazione degli ambienti raffinati dell’intellighenzia parigina, alterna studi d’Arte alla prestigiosa Sorbonne. Ritorna in Patria per ricoprire il ruolo di conferenziera ed esperta nella lingua latina e greca e produce manuali di grammatica greca, ‘Γράμματα’ e latina ‘ACCIPE!’. Sono anni di accumulazione di titoli culturali e riconoscimenti professionali. Nel 2005 diventa bersaglio dei media internazionali a causa delle sue frequentazioni in ambito cinematografico e decide di raccontarsi nell’autobiografia ‘ La mia vita’ ( 2006). Successivamente pubblica il romanzo ‘LE INUTILI APPARENZE’ (2009) in cui investiga sulle dinamiche del successo e il consenso del pubblico diventa tale da indurne la diffusione, l’anno seguente, in francese e inglese . Nella lingua di Parigi scrive ‘AMÉLIE’( 2010), storia di una donna alla ricerca di se stessa. Segue il Saggio sul culto antico ‘ TEMPLA. Passeggiate spirituali pompeiane’ (2010). Rita detiene rubriche fisse su giornali italiani e stranieri. La sua anima generosa si esplica in un instancabile attivismo nelle Cause Umanitarie e da anni si batte a favore del Darfur. Della vita privata di Rita si sa poco, tranne la intuibile girandola di ammiratori che per bellezza ed intelligenza indubbiamente Lei merita.
sabato 1 maggio 2010
domenica 15 novembre 2009

IL GIOCO DELL'AMORE DI RITA BELLACOSA
Le piaceva esplorare nel gioco dell’amore. Conosceva l’arte del sedurre, stuzzicava gli uomini che le suscitavano interesse, facendo l’amore con gli occhi, solo per sperimentare l’esperienza. Sapeva come saettare lo sguardo, come mostrare negli occhi un desiderio che, in realtà, non sentiva, come trattenere nel tempo un uomo conquistato con le sole parole. Sapeva trarre vantaggio dal suo corpo morbido lasciando che gli uomini subissero il fascino dell’immaginazione. Si trattava sempre di una prova tesa più che altro a valutare se stessa, e la sua capacità di destreggiarsi in situazioni galanti più o meno pericolose. La presenza dell’uomo di turno era soltanto un dettaglio casuale. Conduceva le situazioni all’estremo, come prova della sua rocciosa forza interiore e della ferrea capacità di pilotare gli eventi esercitando la volontà di dominare sull’insistenza degli uomini a possederla.
VIETATA RIPRODUZIONE E/O ADATTAMENTO. TUTTI I DIRITTI RISERVATI RITA BELLACOSA 2010
martedì 10 novembre 2009
Rita versus Rita
Autointervistarsi guardandosi allo specchio con la propria anima é come decidere di denudarsi in pubblico. Il nudo dell’anima è di gran lunga più spudoratamente lascivo del nudo del corpo. Perché significa dichiararsi consapevolmente indifesi di fronte a chi ci osserva o ci legge. Mi spoglio, per vanità ed incoscienza; vi parlo di me, come pare e piace a me. Mi autoincensisco con l’arroganza che mi è propria e mi rende fiera di ogni atto, foss’anche il più scontato. Inutile negarlo, non sono una persona umile, né tale mi hanno fatto sentire tutti quelli che ho incontrato nei miei passi, sia che si trattasse di tecnici del mestiere, sia di estimatori vari; quest’ultimi soprattutto uomini. Sono stata lusingata, aggredita, insultata. Perché io, come disse Federico Fellini, sono bella ma con il grave difetto di essere intelligente. Altri tempi, quando il Maestro sosteneva che fossi la ragazza più bella di Roma. Anni sono passati e gli eventi hanno lasciato segni evidenti sul mio viso e profonde lacerazioni sulla mia anima. Dolori, ansie, sopraffazioni: invasori nella mia vita, impostori di presunti cambiamenti, forieri di ostacoli invalicabili e disperati che non hanno scalfito la mia fierezza. Anzi, l’hanno rafforzata donandomi l’autostima. Si, amici, mi stimo iperbolicamente e niente e nessuno potranno cambiare questa mia monumentale convinzione. Ho eretto in vita il Mausoleo a me, alla mia mente ed alla mia femminilità. Io non sono una persona umile- essere umili è ripugnante ed esecrabile- né voglio esserlo e non sono pudica perché non ho morale. Sono libera, liberale, libertaria, forse prossima libertina. E vagabonda, tra Roma e Parigi, con Firenze nel cuore. Perché Firenze è la città di Dante e di Machiavelli, di Guicciardini e Brunelleschi. Perché Firenze è festa per gli occhi, una festa che da Piazza della Signoria si espande come macchia di gloria traboccante di arte. Perché Firenze é un’esperienza mistica dell’anima che si commuove, soggiogata da pathos e rispetto, al cospetto dei Grandi di Santa Croce. In “ LE INUTILI APPARENZE “ racconto di una giovane donna, Francesca, colta e bellissima che vuole conquistare il successo. Arriva a Roma dove si imbatte in uomini potenti e spregiudicati immersi in situazioni erotiche intriganti i quali, soggiogati dalla sua spavalda avvenenza, le promettono una carriera facile e veloce. Arduo decidere di opporre a tale allettante prospettiva il proprio orgoglio ma quanto può essere gratificante il successo ottenuto grazie alla sola bellezza?
Quanto vale se impone, in una sorta di tacita mutualità, di vendersi l’anima? Così la bellezza risulta un limite in una società che non premia il talento ma la rappresentazione, a volte patetica, di personaggi mediocri venuti alla ribalta grazie ad una specie di transazione umana in cui vige il principio del “ do ut des ” . E la bellezza da apparente vantaggio si muta in realtà prevaricante che accantona il talento. Corrompendo l’anima.
Autobiografico? Chissà! Vero è che non cederei al compromesso e non l’ho fatto. Epocali le mie scenate. Spacco tutto. E non mi pento. Un monito per tante ragazze che inseguono le luci della ribalta perdendo se stesse ? Certo. Quanto conta il cosiddetto “successo” che spesso si traduce in fugaci e patetiche apparizioni televisive o particine in film di cassetta, ottenute prostituendosi con il “ pezzo grosso”? Meno di niente. E distrugge dentro. Si può arrivare al successo rimanendo incorrotti nell’anima? Si, se si nasca con il Talento. Il Talento è innato e non si può costruire. La tecnica lo affina.
Il sesso è? Scomposto, illimitato, selvaggio. Ma banconote e favori devono restare chiusi nel taschino. Perche’ ho voluto sulla copertina de “ LE INUTILI APPARENZE” l' “ATELIER DU PEINTRE” di GUSTAVE COURBET(1854-1855 Huile sur toile H3,61 ; L5,98 Musée d' Orsay, Paris )>? Quest' Opera è specchio della storia che racconto. Opera immensa, magnifica, suggestiva, ebbe un clamoroso insuccesso. Anche per questo l'ho voluta fortemente. L' insuccesso, come per tante grandi Opere, reca il dono dell' eternità. Mirabile espressione del realismo descrittivo, essa segna la compiutezza artistica ed umana di Courbet. Al centro della tela, l'artista rappresenta se stesso intento a dipingere un paesaggio del paesino francese da dove partì; di fatto, il paesino é il passato. Come Francesca. Attorno al pittore sono raffigurati una trentina di personaggi. A sinistra sono ritratte le classi sociali che stentano ai margini della società: ubriaconi, saltimbanchi, balordi. Sono miseri, con il capo reclinato e l'espressione del viso sofferente come a significare le difficoltà del vivere. Come il presente di una persona in carriera che saggia la fame durante la dura gavetta. A destra sono dipinti amici di Courbet noti e abbienti. Essi incarnano i sogni e le allegorie: Letteratura, Filosofia, Amore, le arti nobili della società sensibile alle cose belle e colta. Come le passioni di Francesca. Al centro dell' Opera la nuda Verità, accanto all'artista mentre lo assiste amorevolmente nella sua creazione. Lei é al centro dell'attenzione sociale, del popolo semplice e del popolo colto ed é nuda, leale e indifesa sotto gli sguardi di tutti che l'ammirano e la desiderano. Come Francesca. Il bimbetto che le sta accanto rappresenta l' Innocenza. Come innocente é Francesca. Il gatto bianco é il portafortuna. Ancora un particolare. stendendo la copertina, il mio sguardo nella foto "guarda" all' Opera. Ho valutato ogni dettaglio con cura geometrica. Come in tutto ciò che faccio.Programmi futuri? Il film tratto da “ LE INUTILI APPARENZE “ e un Saggio di archeologia, Templa.
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